I vecchi e i giovani (cit. Pirandello)

Proseguendo la riflessione su vecchi e giovani (il titolo di questo post cita un romanzo di Pirandello poco noto ma di enorme attualità, tra scandali bancari, corruzione politica e altro...: assolutamente da leggere!) mi è venuta l'idea che questo "rancore" dei vecchi verso i più giovani di loro sia dovuto anche a una questione socio-economica.
La generazione dei "boomers" (nati tra il 1946 e il 1964) per la prima volta rispetto alle generazioni precedenti ha conosciuto un miglioramento notevole nello stile di vita, nello stato di salute, nel comfort, nella capacità di spesa, insomma in quello che si definisce il "benessere" (il "boom economico", appunto). Ma ancora il livello di studi non era particolarmente elevato (la scuola media è diventata obbligatoria nel 1962), soprattutto per le donne che in larga maggioranza ancora facevano le casalinghe e si occupavano solo di casa e figli.
La generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) ha visto aumentare il numero dei laureati, mentre in precedenza solo i più benestanti frequentavano il liceo, visto come porta di accesso agli studi universitari. Ancora i numeri erano molto bassi, per cui i laureati di qualsiasi facoltà avevano ottime chances di trovare subito un lavoro soddisfacente e ben retribuito (i genitori poco istruiti allora dicevano ai figli "studia che così poi trovi un buon lavoro"). Quindi per la prima volta i giovani in maniera generalizzata avevano un' istruzione migliore dei genitori, svolgevano lavori migliori e di conseguenza anche il loro tenore di vita era buono.
Con la generazione Y, meglio noti come "millennials" (quelli che avrebbero avuto 18 anni nel 2000, quindi nati dal 1981 al 1996) cominciano i primi problemi, l' Italia dopo i scintillanti anni '80 era entrata in recessione, la politica nel 1992-93 aveva subito la "batosta" di Tangentopoli, con il crollo della Prima Repubblica e la fine dei partiti, e nello stesso biennio imperversavano gli attentati mafiosi. Ma soprattutto nel 2001 ci sarà lo shock mondiale dell' 11 settembre, e niente sarà più come prima.
Per la prima volta il tenore di vita dei più giovani si abbassa rispetto a quello dei genitori, inizia il periodo del precariato lavorativo con i contratti a termine che non danno nessuna garanzia di assunzione, e i figli spesso sono mantenuti dai genitori fino ad un' età abbastanza avanzata. I laureati aumentano di numero e quindi anche per loro trovare lavoro non è più così facile, ci vuole molto più tempo, e non è detto che quello che trovano corrisponda agli studi che hanno fatto. Ma in generale sono più istruiti dei genitori, e maneggiano molto meglio le nuove tecnologie.
Arriviamo alla famosa generazione Z (dal 1997 al 2012),  i cosiddetti "nativi digitali", per cui lo smartphone è quasi un prolungamento del braccio e trascorrono molto del loro tempo sui social. L' Italia sta sempre peggio, i giovani studiano di più ma nonostante questo non trovano lavoro se non i cosiddetti "lavoretti", contratti brevissimi, anche di pochi mesi, retribuzione bassa e nessuna certezza per il futuro. Esplode il fenomeno dei NEET, che non studiano e non lavorano, evidentemente perché le famiglie economicamente non riescono a sostenere la spesa per gli studi dei figli dopo l'obbligo scolastico e come già detto il lavoro è difficilissimo trovarlo. E se anche il lavoro c'è spesso non basta a mantenersi e a pagare l' affitto, e si comincia a parlare di "lavoratori poveri". Il tenore di vita dei giovani peggiora notevolmente e i laureati cominciano a trasferirsi all' estero dove vengono più apprezzati per le loro capacità e meglio retribuiti, creando una specie di "emigrazione a rovescio": mentre fino agli anni '60 erano gli italiani poveri e poco o niente istruiti a cercare fortuna fuori dai nostri confini, ora sono i giovani di famiglia benestante e con studi molto elevati che scelgono di andarsene e in molti casi non tornano in Italia.
Veniamo alla generazione attuale, la generazione Alpha (2013-2024), per ora sono troppo piccoli per poter prevedere come sarà la loro vita, ma se non ci sarà un'inversione di rotta il loro futuro non sarà roseo...
(continua)






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