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Contro l' appropriazione delle parole

Perché alcune parole fanno e hanno fatto tanta paura nel mondo da pretendere di gestirne il significato in proprio, e addirittura di impedire ad altri di usarle? Genocidio: fin da piccola ho sentito parlare del genocidio degli Armeni, o del genocidio in Ruanda... Come mai oggi Israele rivendica l' uso esclusivo di questo termine per lo sterminio degli Ebrei? Non bastano Shoah o Olocausto, che tutti riferiscono a tale tragedia? Palestina e Gaza: da non nominare perché per alcuni "non esistono", come pure la bandiera palestinese. Conflitto Russia - Ucraina: per Putin "operazione militare speciale". Muro di Berlino: per la DDR "muro di protezione antifascista". "Bombardamenti chirurgici" e "danni collaterali": nelle guerre recenti bombardamenti che colpiscono obiettivi nei centri abitati provocando un gran numero di vittime civili. Genere (nelle declinazioni "violenza di genere", identità di genere", "studi di gener...

Dov'è Altrove?

Ultimamente sono molto scontenta della situazione italiana, politica e non solo, e a volte penso che se fossi più giovane me ne andrei... Ma dove? Nell' America di Trump no, Russia e Turchia no, Israele meno che meno... L' Europa non sta molto meglio: in Ungheria c'è Orban, in Ucraina bombardano, pure la Germania non è messa benissimo... E allora mi torna in mente un verso di una poesia di Mario Luzi: "Lo so, vorresti andartene, ma dove? È qui anche l'altrove." Forse è questa la causa del declino dell' Occidente e della perdita di speranza nel futuro delle generazioni più giovani: non c'è più un Altrove da raggiungere o almeno da sognare.  Quell' altrove che aveva fatto partire nei secoli esploratori e mercanti, pellegrini e viaggiatori (tra i tanti: Egeria, Marco Polo, Cristoforo Colombo, Goethe...). Ma anche cercatori d'oro nel vecchio West, avventurieri, latitanti... E in tempi più recenti migliaia di emigranti, anche italiani, in cerca di f...

L' Occidente e le guerre

Noi "Occidentali" abbiamo uno strano rapporto con le guerre. Ma intanto: dove arriva l'Occidente? Per noi Europei a occidente c'è sicuramente l'America, o meglio Stati Uniti e Canada, ma per i Nordamericani sul Pacifico cosa c'è a ovest? Il Giappone. E per i Giapponesi? La Cina. E per i Cinesi? La Russia. E per i Russi? L' Europa. Insomma c'è sempre qualcuno più a ovest degli altri! E poi, anche l'Africa ha un occidente in America del Sud, e l'America del Sud verso ovest trova l'Australia! Perché loro non sono "Occidente"? Forse sarebbe davvero meglio parlare di Nord (ricco) e Sud (povero) del mondo! Giro del mondo verso il "Far West" a parte, sappiamo bene che con il termine "Occidente" intendiamo i Paesi che si riconoscono nei valori "occidentali" di democrazia e libertà (e pure qui ci sarebbe da discutere), ma anche in questo caso la geografia è strana: se l' Egitto risulta essere in Medio Orie...

Tra vecchi e giovani

Abbiamo visto che il benessere economico e l' istruzione nelle generazioni dal 1946 a oggi (in Italia) sono inversamente proporzionali: il benessere è maggiore ma l' istruzione è ancora bassa, e al crescere di quest' ultima corrisponde un calo della situazione economica. Questo secondo me ha finito per creare un inedito sentimento d'invidia reciproca (esiste il complesso della matrigna o del patrigno?). Ci sono sempre state madri invidiose della bellezza delle loro stesse figlie, e padri angosciati dalla giovinezza del figlio maschio che li supera in potenza sessuale. Ma oggi si tratta di un fenomeno più generazionale, che investe le intere categorie dei "giovani" e dei "vecchi".  Vedo infatti un sentimento di questo tipo nel diffuso pregiudizio dei più adulti (in genere boomers) che i giovani non abbiano voglia di lavorare, non abbiano interessi, siano atei dal punto di vista religioso, insofferenti verso la politica, refrattari alle regole, menefre...

I vecchi e i giovani (cit. Pirandello)

Proseguendo la riflessione su vecchi e giovani (il titolo di questo post cita un romanzo di Pirandello poco noto ma di enorme attualità, tra scandali bancari, corruzione politica e altro...: assolutamente da leggere!) mi è venuta l'idea che questo "rancore" dei vecchi verso i più giovani di loro sia dovuto anche a una questione socio-economica. La generazione dei "boomers" (nati tra il 1946 e il 1964) per la prima volta rispetto alle generazioni precedenti ha conosciuto un miglioramento notevole nello stile di vita, nello stato di salute, nel comfort, nella capacità di spesa, insomma in quello che si definisce il "benessere" (il "boom economico", appunto). Ma ancora il livello di studi non era particolarmente elevato (la scuola media è diventata obbligatoria nel 1962), soprattutto per le donne che in larga maggioranza ancora facevano le casalinghe e si occupavano solo di casa e figli. La generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) ha visto aum...