L' Occidente e le guerre

Noi "Occidentali" abbiamo uno strano rapporto con le guerre. Ma intanto: dove arriva l'Occidente? Per noi Europei a occidente c'è sicuramente l'America, o meglio Stati Uniti e Canada, ma per i Nordamericani sul Pacifico cosa c'è a ovest? Il Giappone. E per i Giapponesi? La Cina. E per i Cinesi? La Russia. E per i Russi? L' Europa. Insomma c'è sempre qualcuno più a ovest degli altri! E poi, anche l'Africa ha un occidente in America del Sud, e l'America del Sud verso ovest trova l'Australia! Perché loro non sono "Occidente"? Forse sarebbe davvero meglio parlare di Nord (ricco) e Sud (povero) del mondo!
Giro del mondo verso il "Far West" a parte, sappiamo bene che con il termine "Occidente" intendiamo i Paesi che si riconoscono nei valori "occidentali" di democrazia e libertà (e pure qui ci sarebbe da discutere), ma anche in questo caso la geografia è strana: se l' Egitto risulta essere in Medio Oriente, perché mai associamo Israele all'Occidente?  Insomma un mappamondo creato a nostro uso e consumo!
Comunque, tornando al tema del titolo, anche le guerre le guardiamo con occhi affetti da miopia (e non solo in senso fisico): più sono vicine meglio le vediamo, quelle lontane ci appaiono confuse se non invisibili!
Ma anche quelle più vicine pian piano svaniscono dalla memoria... 
Della Seconda Guerra mondiale non ci sono quasi più sopravvissuti, e anche quelli nati in quegli anni ormai sono ottantenni.
Poi c'è stata la Guerra fredda, con Berlino divisa in due dal muro, crollato nel 1989, e chi ricorda più i tanti che hanno perso la vita cercando di fuggire a Berlino Ovest?
Pochi anni dopo l'implosione dell' Unione Sovietica, il venir meno del regime comunista portò allo scatenarsi dei nazionalismi nella ex Jugoslavia, a partire dalla Serbia, e scoppiò una guerra fratricida di una crudeltà quasi inimmaginabile, ma l'Unione Europea e l' ONU tardarono a intervenire, ed oggi, per quanto riguardasse un Paese appena al di là dell' Adriatico, la si derubrica a scaramuccia etnica, dimenticando le atrocità successe a Sarajevo, Mostar, Srebrenica...
Gli attentati del terrorismo islamico ci hanno colpito (e spaventato) di più, forse proprio per la loro imprevedibilità, perché potevano capitare dovunque e coinvolgere chiunque.
Più di recente la guerra tra Russia e Ucraina, che ancora continua, ma la prima fase del 2014 è passata praticamente sotto silenzio ed abbiamo lasciato che Putin si annettesse la Crimea senza neppure una parola di sdegno, mentre otto anni dopo ci è venuta la paranoia di una ipotetica conquista dell' Europa da parte dello "zar" russo, e vai con collegamenti non stop e speciali televisivi a tutte le ore con analisti militari che descrivevano le azioni sul campo come se giocassero con i soldatini. Ma oggi, pochissimi anni dopo, la guerra in Ucraina è diventata una notizia fra le tante e la discussione verte solo su quante armi dare a Zelenski.
Intanto c'erano state altre guerre, in Iraq, in Libia, in Siria, ma queste per noi erano troppo lontane, e gli scarsi aggiornamenti scivolavano via come l' acqua.
Infine, dal 2023, il riacutizzarsi del conflitto tra Israele e Palestina, in cui i governi occidentali hanno scelto di sostenere l' alleato storico Israele, di cui sposano acriticamente le posizioni, senza mai riportare il punto di vista palestinese, e finendo chiaramente per usare due pesi e due misure, dato che per l'aggressore Putin c'è stata riprovazione unanime, mentre Israele che invade Gaza e la rade al suolo esercita il suo diritto di legittima difesa!

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