Dov'è Altrove?

Ultimamente sono molto scontenta della situazione italiana, politica e non solo, e a volte penso che se fossi più giovane me ne andrei... Ma dove? Nell' America di Trump no, Russia e Turchia no, Israele meno che meno... L' Europa non sta molto meglio: in Ungheria c'è Orban, in Ucraina bombardano, pure la Germania non è messa benissimo...
E allora mi torna in mente un verso di una poesia di Mario Luzi: "Lo so, vorresti andartene, ma dove? È qui anche l'altrove."
Forse è questa la causa del declino dell' Occidente e della perdita di speranza nel futuro delle generazioni più giovani: non c'è più un Altrove da raggiungere o almeno da sognare. 
Quell' altrove che aveva fatto partire nei secoli esploratori e mercanti, pellegrini e viaggiatori (tra i tanti: Egeria, Marco Polo, Cristoforo Colombo, Goethe...). Ma anche cercatori d'oro nel vecchio West, avventurieri, latitanti... E in tempi più recenti migliaia di emigranti, anche italiani, in cerca di fortuna in paesi lontani.
È quello che spinge oggi tanti migranti dei paesi più poveri del mondo a intraprendere viaggi lunghi e pericolosi, verso l'Europa da Asia e Africa, verso il ricco Nordamerica dal Messico e altri stati sudamericani.
Anche tanti giovani italiani vanno all' estero, con itinerari molto più brevi e comodi, per studiare o lavorare, se ne hanno la possibilità.
Ma forse la maggioranza degli Occidentali ha perso la speranza in un domani migliore, ora che la fiducia illuminista in un infinito progresso si è spenta, il sogno del "sol dell'avvenire" è tramontato, e anche all' aldilà ultraterreno ormai sono in pochi a credere.
Resta solo l' eterno presente del consumismo, compra oggi e compra domani, girando come criceti in una ruota che non si ferma mai.

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